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Individuo

Come individuo sto integrando diverse energie in un punto che credo - erroneamente - si trovi Qui e Ora ma lontano e separato da tutto il resto.

Le energie in questione (Chakras) possono essere equilibrate oppure presentare anomalie. Ecco quindi che anche delle energie in eccesso o in carenza, indipendentemente che siano „buone“ o „cattive“ (*)  causano interferenze all‘essere qui e ora, al modo che la mia presunta individualità ha la concezione dell‘essere.

Ma quale potrebbe essere l‘equilibrio ideale?

Se ragiono da individuo singolare tra una molteplicità di individui l’equilibrio ideale sarebbe quello in cui la mia singolarità è al sicuro tra le altre molteplici essenze, ma se ragiono da „essenza consapevole e unica“ l‘equilibrio è semplice inerzia. Fede?

Tornando allo squilibrio energetico occorre trovare il modo di togliere gli eccessi e colmare le carenze, ma prima dobbiamo comprendere quali siano da ridurre e quali incrementare.

Alcune sono interconnesse o contrapposte , come dire che tra il caldo e il freddo si trovano svariate possibilità di equilibrio ideale. La neve ha bisogno del freddo, mentre un fiore una temperatura più verso il caldo, ma decisamente per fondere il metallo ci serve una temperatura elevata. Questo ci fa capire che nel caso di energie correlate non abbiamo un punto definibile come unico e immutabile.

Pensare a quale possa essere un giusto equilibrio ci confronta con innumerevoli influenze e ostacoli che il nostro subconscio, la nostra presunta individualità, portano alla luce. Siamo in grado di identificare questi ostacoli?

Abbiamo tutti i nostri preconcetti, le nostre motivazioni, ideologie ed esperienze vissute, che ci possono far perdere il vero senso di valutazione obiettiva. Crediamo alcune cose su noi stessi che  nella maggior parte delle volte non sono vere ma sono semplicemente ciò che noi vorremmo fossero. Ad esempio crediamo di essere altruisti perché desideriamo essere la persona che aiuta, mentre in realtà si tratta solo di un desiderio non concreto, semplicemente immaginario, che la nostra mente attiva in superficie ci mostra come dato di fatto.

Il nostro pensiero inizia un confronto già con l‘idea di aver ragione. Qualsiasi cosa dica. Raramente si prende la briga di analizzare veramente un’idea con la nostra vita reale, lo fa con la nostra vita idealizzata ormai radicata nel nostro „sistema di calcolo“ cognitivo. Ve l‘abbiamo messa per la maggior parte delle volte in modo inconsapevole perché la nostra reazione, il nostro pensiero reale non ci soddisfaceva.

Inconsapevolmente quando ci troviamo a ragionare su un vissuto particolare e lo facciamo ripetutamente, senza farlo apposta ad ogni ripetizione lo modifichiamo, solitamente a nostro vantaggio per non alimentare i sensi di colpa o per renderlo più interessante, per nutrire il nostro ego. Sono vari i motivi per cui la nostra mente lo fa. Tutti motivi di convenienza.

Puó anche capitare che i motivi siano autodistruttivi, in quel caso a venir nutrito è il nostro bisogno di star male (anche questo involontariamente).

Esiste la certezza assoluta? C‘è una domanda cui puoi rispondere SI o NO senza mentire? Indipendentemente dalla tua risposta: ne sei davvero sicuro?

(*) Non esiste il buono o il cattivo.

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