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Pubblicità - propaganda

Spesso troppo fuorviante e a volte incompleta.

La mia considerazione si rifà al lontano ricordo di un ente statale che operava affinché la pubblicità seguisse regole precise in modo da non ingannare il consumatore. Ente che, visti certi spot televisivi o vari stampati - o il modo come certi produttori attirano facilmente alcuni sprovveduti - ovviamente non esiste più. 

Ricordo di aver letto, anni e anni fa, il caso di un consumatore che fece causa ad una casa automobilistica dopo aver danneggiato irrimediabilmente l’auto su una scalinata.
Non so se ai tempi venissero già chiamate “bufale”, e mi rendo conto che un auto non si usa su una scalinata. Probabilmente anche l’automobilista lo sapeva, ma lo spot televisivo mostrava l’auto in questione affrontare tranquillamente la situazione, per cui la società produttrice sembra dovette risarcire il danno! 

Esistono ancora delle disposizioni che si assicurano che le informazioni al consumatore siano corrette e complete? Quali devono essere i criteri di valutazione? 

Per esempio mi trovo sempre infastidito dalla pubblicità di un semplice prodotto come il latte, dove una mucca felice si preoccupa di spingere all’acquisto (uso?) del suo prodotto… mentre in realtà la stessa mucca per produrre il latte viene  ingravidata a "ripetizione", poi le viene tolto il vitello che dovrebbe sopravvivere grazie al latte e poi viene sfruttata fino allo stremo affinché il ciclo si protragga il più a lungo possibile. Dubito quindi che una mucca possa essere interessata a farci consumare con regolarità il suo latte... ma tanto è un animale...

Non analizzo ora l’esistenza del vitello strappato alla madre, che altrimenti ruberebbe il “nostro” prezioso latte, ma se il latte fosse veramente un nutrimento indispensabile per fornirci il calcio necessario per le ossa, perché dobbiamo assumere separatamente questo integratore minerale sotto forma di pastiglie?

Chi conosce certi fattori è libero di fare le sue scelte, ma i bambini?

Quando i bambini bevono il loro latte, quando mangiano il loro hamburger, quando si deliziano con i “nuggets” o una coscia o un petto di pollo, non sarebbe il caso che vengano chiaramente ragguagliati su come questi cibi vengono letteralmente prodotti e non solo trovarseli sul piatto? Un’informazione completa, con tanto di chiarimenti sugli allevamenti intensivi e sulla macellazione come se non ci fosse un domani.

Da bambino queste cose le vivevo in prima persona in quanto i miei genitori allevavano familiarmente polli e conigli. Ogni singolo animale era rispettato dal primo giorno fino alla macellazione, che avveniva con un rito quasi religioso, con tanto di raccomandazioni a voler salutare i cari defunti che avrebbero certamente incontrato dopo la dipartita.

Per me era chiaro che non avrei perpetrato questo genere di attività. Ho avuto la possibilità di fare la mia scelta in quanto ne ero confrontato direttamente, per questo sono del parere che lo debba sapere ogni consumatore.

Una pubblicità martellante e non veritiera continuerà a portarci ad acquistare quel tonno che secondo la pubblicità "si taglia con un grissino", che propone in modo martellante l’immagine di una scatoletta con all’interno un prodotto visivamente eccellente ma che, in realtà, ogni volta ci delude in quanto ben lungi da quell’immagine da acquolina. 

Anche una vettura non ci potrà mai dare “libertà” o “individualità”.

Un profumo non potrà mai farci sembrare Dei o Dee.

Un paio di scarpe non potrà mai farci correre più veloci del vento.

Una bibita energetica non ci farà volare o rendere più di quanto rendiamo di solito… 

Il mulino antico in mezzo ai campi che appare sulle confezioni di biscotti è ben lungi dalla struttura industriale dove questi  vengono effettivamente prodotti...

Il caffè solubile che riporta con orgoglio la scritta "Original" sulla confezione bianca a strisce arancio (o arancio a strisce bianche) non è più quello originale e il sapore è molto diverso perché prodotto in un'altra sede, ma la scritta continua a troneggiare imperterrita perché, dice il produttore, la ricetta è la stessa. Ma chi volete prendere in giro?

Forse sto tarpando le ali alla creatività dei pubblicitari, ma è pur sempre il nostro portafoglio che viene coinvolto in prima linea. Anch'io a volte mi trovo a scrivere in merito a qualche.. cosa/prodotto/evento... e poi devo correggere perché mi sono lasciato prendere la mano. Mi rendo conto che non è quella la realtà, non è il mio pensiero o non è quella la vera anima, ma io stesso mi ero lasciato prendere da quello che "fanno tutti".

La cosa peggiore è che la maggior parte di noi non se ne rende conto. Navighiamo in rete tra tanta di quella immondizia che ci rende schiavi perché siamo deboli, ci rende scemi perché non vediamo la differenza tra la realtà e la messa in scena. Arriviamo a non accorgerci di chi ci sta truffando nella realtà perché non sappiamo cogliere i chiari segnali del raggiro, 
Basterebbe dedicarsi solo a ciò cui ci si vuole dedicare, non a ciò che qualcun altro vuole che ci dedichiamo.
Sveglia!

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