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Problemi e soluzioni

Siamo convinti che la maggior parte delle azioni che vengono adottate quando si presenta un problema, siano delle soluzioni. Ma non necessariamente è così.

Nella maggior parte dei casi quelle che definiamo soluzioni in realtà sono semplicemente delle misure di contenimento che non eliminano i problemi ma ne contengono semplicemente gli effetti.

Vediamo un esempio che ne spieghi il meccanismo.

Molto diffuso un po’ in tutto il globo è il problema del traffico. Costruire strade più comode, più capienti o che hanno un minor impatto sull’ambiente, non è una soluzione al traffico stesso ma è una specie di “cerotto”. Infatti il traffico è in continuo aumento e dopo qualche decennio della messa in atto delle misure ritenute “la soluzione”, ecco che si è sempre ancora confrontati con questo problema. Tutto semplicemente perché non si è fatto nulla per diminuire il traffico ma si sono sprecate energie, tempo e denaro in palliativi che lo hanno mantenuto nel suo stato problematico. In questo caso il vero problema non è il traffico stesso, ma il fatto che troppa gente si deve spostare anche per lunghe distanze sia per motivi di lavoro che per motivi privati o di svago. Ecco che le problematiche reali sono quindi “troppe persone” e “lo spostarsi”.

Ovvio che la soluzione per la prima (troppe persone) non lo si risolve semplicemente decimando la popolazione a qualsiasi costo, ma non lo si risolve neppure incrementando la stessa popolazione. Chiaramente quindi la soluzione sta nel “non agire” in quel senso, nel non incentivare questo incremento.

Nella seconda problematica (lo spostarsi) abbiamo delle situazioni legate a molti fattori, in primis la necessità di coprire grandi distanze per un lavoro in quanto la realtà economica nelle immediate vicinanze non offre occasioni sufficienti per tutti, quindi non per il fatto che non ci siano posti di lavoro sufficienti ma - a ben voler osservare - anche questa è strettamente legata alla prima problematica, vale a dire che ci sono “troppe persone” che necessitano di un’occupazione per poter far parte del mondo economico e acquistare beni e servizi troppo spesso di scarsa qualità o … inutili, oltre ovviamente a dare una parte delle proprie entrate al sistema di governo che insiste ad utilizzarlo per quelle “soluzioni” che in realtà non lo sono, ma sono semplicemente delle misure di contenimento per dimostrare che si sta facendo qualcosa.

E purtroppo in troppi sono convinti che stanno veramente facendo qualcosa.

Ebbene, se “non si facesse nulla” di sicuro non ci sarebbero peggioramenti, anzi, tutt’altro.

Se non si agevolasse la natalità già dall’inizio, quindi niente aiuti finanziari ai neo-genitori, niente congedi speciali a spese degli altri, niente sostegno per gli asili nido, nessun altro tipo di sovvenzione, ecco che prima di mettere al mondo un figlio ci si penserebbe molto attentamente.

Se a questo punto qualcuno pensa che mettere al mondo dei figli sia una sicurezza per il nostro futuro, beh… mi spiace ma non è proprio così.

Serve aumentare la popolazione perché le attese di vita si sono alzate notevolmente e servono soldi per rimpinzare le casse AVS? Assolutamente no! Se per coprire il fabbisogno delle casse AVS le altre casse devono sborsare dieci volte tanto sul periodo di svariati anni, non mi sembra sia intelligente.

Quando è stata introdotta l’AVS (19XX) 100 lavoratori coprivano, con le trattenute, il fabbisogno di 20 pensionati, ma se attualmente i pensionati (li chiamano Baby Boomer in quanto il subito dopo-guerra ha visto un forte incremento delle nascite) sono 2’000 non ci sono 20’000 lavoratori, ce ne sono molti meno in quanto la mancanza di posti di lavoro non permette di dare un’occupazione a tutti. E questi “non lavoratori” percepiscono da altre casse statali delle entrate che compensano solo in minima parte questa mancanza.

Incentivando adesso l’aumento demografico è semplicemente un suicidio per qualsiasi nazione, e le cifre sono chiare da vedere e da interpretare. Infatti i nati oggi, tra 65 anni (ma senz’altro fino ad allora l’età AVS sarà già salita a 70) saranno a loro volta pensionati ed occorrerà incrementare ulteriormente le nascite per coprire il loro fabbisogno e quello di tutti gli altri “superstiti”.

Siamo in 7 miliardi su questo pianeta e non abbiamo le risorse necessarie per coprire il nostro fabbisogno energetico (cibo, acqua…) anche se lo spreco e le esagerazioni sono sotto gli occhi di tutti, ma puntiamo ad aumentare ulteriormente la popolazione come se fosse la cosa più naturale su questa terra.

Tanto stiamo già esplorando lo spazio (con quali soldi?) e la possibilità di creare artificialmente degli ambienti in cui l’uomo possa sopravvivere, quindi stiamo già indottrinati in quell’ottica che giustifica un atteggiamento parassitario per nulla ovvio o giustificato.

Come possiamo non rendercene conto?

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