Alcuni ritengono che questo nostro corpo abbia avuto origine spontaneamente, altri invece che sia opera di Dio, chiunque o qualsiasi cosa si intenda con questo termine, ma ciò non toglie che, come qualsiasi altro essere vivente, agisce semplicemente da parassita.
Già. Proprio così. il suo unico scopo è la sopravvivenza e la proliferazione. Capiti quel che capiti.
La nostra mente. Il nostro essere che pensa e che agisce, che svolge centinaia di operazioni contemporaneamente, che è in grado di ragionare, di valutare, di avere dei ricordi accumulati grazie ai suoi vari sensi, dalla vista, al tatto, all’olfatto eccetera.
Questi sensi sono prevalentemente legati a organi del nostro corpo che mandano impulsi al cervello il quale li elabora automaticamente. Ma il nostro pensiero è solo un quid che aleggia tra i vari neuroni, usandoli come fonte di informazioni, oppure si trova chissà dove e utilizza a distanza le frequenze dei nostri circuiti neurologici? Qual è l’istinto della mente? È a sua volta un parassita che ha bisogno di noi, forme pensiero distinte ed univoche, per sopravvivere e moltiplicarsi proprio come lo fa la nostra mente con il proprio corpo?
Forse non è importante saperlo. Forse basterebbe che la nostra mente razionale ed il corpo trovino un compromesso di collaborazione, che il corpo non si lasci prendere semplicemente dagli istinti e che la mente gli permetta comunque di procurarsi, nella giusta misura, i suoi piaceri. Piaceri che non sempre sono quelli che la mente razionale vorrebbe, perché li riconosce come dannosi per il corpo stesso.
Però non c’è solo il nostro, di corpo. Non siamo soli, o almeno così ci sembra.
Tutti questi altri corpi, di cui ne sperimento l’esistenza, sono a mia immagine e somiglianza anche come interconnessione tra mente e corpo, oppure sono solo un’illusione che mi mandano al cervello la cellule per semplice istinto di sopravvivenza? In fondo le due definizioni hanno la logica di essere veritiere, il che non può farmi sceglierne una a scapito dell’altra.
A priori non posso pretendere di sceglierne una e pretendere che sia quella reale. Quindi valuto semplicemente le complicanze in base al mio discernimento. Un discernimento scevro da condizionamenti (almeno lo spero).

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