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Autostrade? No grazie

Il Consigliere Lorenzo Quadri scrive un articolo in merito al rapporto tra demografia e l’aumento della rete autostradale. In questo caso il sig. Quadri parla solo di due degli elementi che rientrano in un quadro generale abbastanza ampio, e questi due punti sono a loro volta collegati ad altri fattori che vanno a creare un circolo vizioso da cui si può uscirne solo analizzandoli nel loro insieme e non singolarmente o a due a due.

Abbiamo infatti il punto toccato che è l’intasamento del traffico che si vuole risolvere con l’ampliamento della rete autostradale. Se si tralasciano tutti gli altri elementi sembra più che ovvio che la soluzione è quella di procedere in quel senso, ma guardiamo più attentamente la situazione. 

La causa dell’intasamento del traffico è legata solo in minima parte all’aumento demografico, non penso infatti che una tribù di autoctoni della foresta amazzonica abbia problemi di traffico se i loro membri dovessero aumentare del 500% in poco tempo. Il motivo dell’intasamento è che un sempre maggior numero di persone deve recarsi al lavoro in luoghi lontani dal proprio domicilio. Il lavoro serve per l’economia. L’economia serve per la popolazione, sia direttamente che tramite i servizi dello Stato, dei cantoni e dei comuni (SCC). Questi servizi coprono le necessità sia dell’economia che della popolazione. Se ora SCC investono sulle autostrade (anche se è una spesa viene chiamata investimento perché va ad agevolare l’economia e il cittadino e di conseguenza SCC) chiede i fondi al cittadino e all’economia. Se da una parte l’economia può espandersi (o aumentare i prezzi), il cittadino dispone solo della sua fonte di reddito e difficilmente può auspicare nelle maggior entrate che possono essere frutto del proprio lavoro o come aiuti da SCC. L’espansione dell’economia richiede però maggior mano d’opera quindi, sempre SCC, favoriscono l’aumento demografico con sempre maggiori “investimenti”. L’aumento demografico richiede più posti di lavoro per cui l’economia deve ancora espandersi (o aumentare i prezzi) ed SCC deve investire anche in questa e richiedere al cittadino i fondi necessari… e si va avanti così, con una sovrapproduzione di beni e spese, pardon, investimenti inutili.

Tutto questo è un semplice circolo vizioso che il buon senso dovrebbe rompere, non agevolare valutando solo parte del problema. Economia e SCC dovrebbero essere al servizio del cittadino, non l’opposto.

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