Ogni tanto ricordo quell’estate del ’75 (o forse ’76) alla stazione di Bellinzona.
Si tornava da una settimana intensiva di corsi tenutisi a Tenero.
Lì noi si prendeva il treno per Chiasso e gli altri per le altre regioni della Svizzera.
Una settimana speciale dove non si è trattato solo di duro lavoro ma anche di forti emozioni.
Mentre il nostro treno stava partendo e già avevamo un certo “magone” ecco che sul marciapiede gli altri che attendevano il collegamento per tornare oltre Gottardo iniziarono quel coro canzonatorio ripetuto spesso in quei giorni, da alcuni per divertimento e da qualcuno per convinzione.
Lo avevano imparato a memoria, forse senza neppure sapere cosa stessero dicendo, ma in quel momento era l’affiatamento della settimana che esplodeva nel riverbero della Hall…
“Una mattina
mi son svegliato
Evviva Marx, viva Lenin, viva Mao-Tze-Tung
Una mattina,
Mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.
O comunista,
portami via.
Evviva Marx, viva Lenin, viva Mao-Tze-Tung
O comunista,
portami via.
Che mi sento di morir…”
Ciao Attilio F. (“Tito”…)

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