Comunicazione

Saper parlare, ascoltare, scrivere e leggere, non serve a nulla se non si comprende cosa si dice, cosa si ascolta, cosa si scrive e cosa si legge.

Le forme espressive sono strutturate in modo da dover essere inequivocabili, ma purtroppo non sempre il loro effetto è quello.

Forse non si è stati in grado di usare le parole nel modo corretto.

Forse ci si è persi qualche inflessione nelle parole appena ascoltate.

Forse nello scrivere si sono usati troppi termini, o troppo pochi, o l’uso delle maiuscole (soprattutto in alcuni idiomi come il tedesco).

Forse leggendo ci si è persi della punteggiatura, un aggettivo o una piccola particella solo apparentemente insignificante.

Non dico che dobbiamo essere esperti in analisi grammaticale, ma alcune cose sono importanti e sono comprensibili anche senza queste nozioni scolastiche.

Vorrei spiegare meglio cosa intendo. 

Se io dico “Io odio le costine.” la sentenza dovrebbe essere chiara per chiunque. Ma perché allora non lo è?

Grammaticalmente è evidente. L’analisi logica ci dice che abbiamo il soggetto io (pronome personale) che definisce appunto che la cosa riguarda me e solo me. Poi il verbo odiare (presente indicativo del verbo odiare, usato in forma attiva) definisce in modo chiaro il mio rapporto negativo con il complemento oggetto che sono le costine  (articolo con relativo sostantivo plurale).

Nel caso scritto è chiaro che non si tratti di una domanda, infatti alla fine della sentenza c’è un punto, ma avrebbe anche potuto essere un punto esclamativo per rafforzare quanto esposto. Se invece l’avessi solo pronunciata potrebbe sussistere il dubbio che si tratti di una domanda (dipende tutto dall’inflessione usata nel discorso).

Perché allora certe persone si sentono in dovere di ribadire con “Non sai cosa ti perdi”, “vegetariani di me*da, andate a ca*are”, “se te le preparo io cambierai senz’altro idea”, “voi animalisti del ca**o…”, “Lei deve sapere che gli spinaci sono un alimento complesso che apporta valori nutritivi importanti per l’organismo..?

Di solito sono persone che non accettano commenti perché ritengono di avere il diritto di dire la loro (sacrosanto diritto o meno sacrosanto), ma che però definiscono chiaramente che tu non hai il diritto di odiare le costine. 

Che strano!?. Battersi per un diritto ritenendolo un privilegio destinato solo a loro e negato agli altri.

Ecco che quindi anche il significato dei termini è importante per capire la differenza tra diritto e privilegio. È importante anche capire che il punto esclamativo definisce una frase come imperativa (Basta! Seduto! Mangia!), mentre il punto di domanda significa solitamente che si è in attesa di una risposta (Basta? Si, grazie. - Seduto? no, ero in piedi. - Mangia? Come un lupo!). Usando entrambe invece si esprime un’incertezza oppure, come usato qui sopra, semplicemente un’interrogazione riflessiva (sia seria che ilare) che non ha bisogno di una risposta.

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